“Le notti bianche”, dalle memorie di un sognatore

Un libro scritto prima del tormentoso esilio in Siberia, dove Dostoevskij dà libero sfogo alla sua idea di fantasia, di amore e di sogno. Per prima cosa comincerei con il dire che leggere “Le notti bianche” è un’esperienza che va fatta almeno una volta nella vita. Il sognatore, il protagonista del romanzo, è spesso vittima delle sue stesse fantasie ed è costretto a vivere sempre come se la realtà non fosse altro che un qualcosa di lontano, un miraggio. È incapace di vivere una vita autentica, sempre silenzioso, talvolta allegro, talvolta inspiegabilmente angosciato per via della certezza di aver perso i suoi anni migliori e di non essere stato in grado di vivere.

Sono un sognatore. Ho così poca vita reale che attimi come questo, come adesso, li considero una tale rarità che non posso non farli rivivere nei sogni.

Il sognatore non ha nessuna relazione di alcun tipo, nella sua città. “Conosce” tutti gli abitanti dopo un semplice inchino (un’altra conseguenza della sua instancabile fantasia), è sicuro di aver stretto un legame intimo con molti di loro dopo aver scambiato solo qualche parola, mentre la sua mente galoppa di qua, di là, senza meta, e la sua tangibile speranza di poter vivere, un giorno, in modo reale, cresce in lui.

Il nostro sognatore spesso viene divorato dall’angoscia, dal tormento. È solo, terribilmente solo, perché incapace di instaurate un vero rapporto con le persone, si sente al sicuro solo nella sua stanza e in quei luoghi che lui definisce un miscuglio tra qualcosa di puramente fantastico, pieno d’ardore ideale e al tempo stesso, ahimè, qualcosa di scialbo, prosaico e banale.

Poi, lui incontra Nasten’ka. Per lei prova un sentimento molto più profondo dell’amore, un sentimento quasi platonico, è disposto a fare di tutto per lei che, nelle sue fantasie, già esisteva dal principio. Era un ideale, come del resto lo è tutto quello che caratterizza la sua esistenza.

Ma come può vivere, un sognatore, quando bisogna necessariamente ritornare alla fredda e cruda realtà?

Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto.

Semplicemente, un libro magnifico.

Le descrizioni del pensiero di questo sognatore riescono a coinvolgere emotivamente il lettore in maniera incredibile. Ci si immedesima nel personaggio dalle prime righe, si prova la sua stessa angoscia e si condivide la sua spensieratezza. Mi rivedo molto nel protagonista di questo romanzo, perché ammetto che anch’io sono quel genere di persona che aborrisce spesso dalla realtà, alla ricerca di un mondo metafisico ideale, incapace di sfiorare quella realtà tangibile e materiale che costituisce il segreto della vera spensieratezza umana.

Classificazione: 5 su 5.

6 pensieri riguardo ““Le notti bianche”, dalle memorie di un sognatore

  1. Dostoevskij è uno dei miei scrittori preferiti. Adoro il suo stile narrativo e adoro l’introspezione dei suoi personaggi e la sensibilità con cui ne parla. Quest’opera ancora mi manca ma dopo la tua recensione farò di tutto pur di recuperarlo. Il concetto di fantasia espresso in questo libro è sicuramente molto interessante e originale e il modo entusiasta che hai usato per parlarne mi ha convinto!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...