1) “Costruire” i personaggi della propria storia

Il primo passo da compiere quando si vuole scrivere è creare dei personaggi. Abbastanza scontato, no?

Molte persone commettono il comprensibile errore di credere che “costruire” dei personaggi sia una cosa facile. Per qualche tempo anche io ho creduto che bastasse una semplice descrizione fisica e comportamentale… ma no, non è affatto così. I personaggi sono il fulcro di tutto il racconto. Sono loro che operano e agiscono per far sì che la storia vada avanti; sono coloro che possiedono la storia e che hanno il compito di renderla speciale e accattivante, motivo per cui, per prima cosa, bisognerà inserire dei personaggi interessanti.

Il segreto per rendere un personaggio indimenticabile è immaginarlo come fosse un mosaico di caratteristiche diverse, come ad esempio qualche vostra unicità, o qualche particolare che si avvicina di più alla persona che vorreste diventare un giorno, o, anche, singolarità appartenenti ad amici, parenti, conoscenti, o dettagli frutto della vostra fantasia.

Per prima cosa, quando bisogna introdurre il vostro personaggio, partite con qualche caratteristica che rimanga subito impressa nella mente delle persone, ossia una particolarità fisica o qualche tratto comportamentale che renda unico il soggetto e che permetta al lettore di individuarlo subito nel corso della storia e di averne un’immagine ben chiara durante la lettura.

La cosa importante è che abbiate il personaggio davanti a voi, che lo vediate e che siate in grado di descriverlo proprio come i vostri occhi lo percepiscono. Durante la descrizione fisica vi consiglio di soffermarvi principalmente sui piccoli dettagli che ritenete caratteristici del vostro personaggio e che hanno un significato particolare per voi, come una lentiggine sul collo, o un determinato tipo di capelli etc., e di meno sulle caratteristiche oggettive (l’altezza, il colore degli occhi e via dicendo).

Poi, dovrete chiedervi: “che ruolo ha questo personaggio nella mia storia?” Premesso che un personaggio può ricoprire più ruoli e che non bisogna necessariamente stabilire che il principe azzurro sia il “protagonista” mentre lo stregone “l’antagonista”, bisogna assegnare al personaggio, basandosi sulle sue caratteristiche principali, il suo posto nel racconto. Così facendo, anche voi avrete una più ampia visione del vostro personaggio, riuscendo, in questo modo, a descriverlo nella miglior maniera possibile.

Dopo aver analizzato la parte esteriore, concentratevi sulla sua anima e sul suo modo di pensare: è una persona timida o spavalda? Cosa prova in determinate situazioni? Come si sente quando si trova a dover risolvere un determinato tipo di problema? Come vede se stesso? Lui/lei si sente il/la “protagonista” o “l’antagonista” della propria storia? Da cosa sono alimentati i suoi dubbi e le sue paure? Quali sono le sue opinioni personali riguardanti determinati argomenti? E così via.

La parte complicata arriva quando il vostro personaggio deve cominciare ad agire. Far sì che un soggetto prenda delle decisioni e abbia delle opinioni richiede una qualità che tutti noi possiamo sviluppare, ossia quella di provare a pensare con una mentalità diversa dalla nostra. Certo, ogni scrittore che si rispetti non esita ad inserire nel proprio racconto uno o due personaggi che gli assomigliano per certi aspetti, ma, se si commette l’errore di rimanere chiusi nel proprio modo di pensare e di vedere le cose, ne conseguirà che la storia risulterà piatta e priva di particolarità.

Provate a mettervi nei panni di qualcuno che conoscete, ad esempio, e che ragiona in modo totalmente diverso da voi; provate a capire perché questa persona vede le cose in una certa maniera e riportate le vostre conclusioni su carta, lasciando confluire tutto ciò nella descrizione del personaggio.

Se si tratta di un racconto fantasy non avete limiti per quanto riguarda la tipologia di azioni che può compiere il vostro personaggio e, soprattutto, non dovete necessariamente rimanere fedeli alla realtà quando raccontate di come il soggetto supera queste “imprese” e di come le affronta emotivamente. Se invece preferite le storie più realistiche, vi consiglio di fare attenzione quando descrivete la reazione del personaggio di fronte a determinati ostacoli: dovete cercare di renderlo umano, e non un eroe invincibile senza paure e timori.

Il “protagonista-antagonista”

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Non dimenticate che il protagonista della vostra storia non deve per forza essere un personaggio talentuoso e virtuoso, ma può essere anche un semplice individuo qualunque, con i propri limiti e le proprie debolezze, o addirittura l’antagonista, il “cattivo” della situazione: questo vi permetterà di analizzare cosa lo ha portato ad assumere questo ruolo nella storia (ossia trovare le “buone ragioni” per cui commette le azioni sbagliate).

Uno splendido esempio di ciò che ho appena descritto è il protagonista di Delitto e Castigo, Raskol’nikov, che uccide un’anziana usuraria e che poi, spinto dai sensi di colpa, decide di costituirsi. Raskol’nikov, pur sembrando un personaggio negativo, ha un lato umano che va considerato e analizzato, ha delle “buone ragioni” per aver fatto “la cosa sbagliata”. Oppure, ancor meglio, Zeno Cosini, ne La Coscienza di Zeno, un inetto che non riesce a raggiungere i propri obiettivi per via dei suoi limiti che lo bloccano, quasi come se avesse un muro davanti a se’.

Non lasciatevi trascinare dai canoni della letteratura: ogni personaggio può essere un “protagonista” pur non essendo l’eroe buono che tutti immaginiamo!

14 risposte a "1) “Costruire” i personaggi della propria storia"

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  1. Sì, i personaggi (specie quelli principali) devono avere una bella ossatura, o si sgretolerano sotto il peso di una storia che non è adatta a loro.
    Io, per l’appunto, parto dalla storia, dal loro background e per le caratteristiche vado a sensazione, spulciando tra immagini, in modo da avere ben chiaro le caratteristiche peculiari (magari pure anonime, in generale), ma che lo contraddistinguono.
    E anche la coerenza non deve essere un aspetto fondamentale: se si tratta di un romanzo di formazione, il personaggio può mutare atteggiamento proprio in virtù di quanto ha vissuto, anzi… se il personaggio evolve, risulta più vivo e più vero.

    Spero di non aver divagato, ma condivido che i personaggi e la storia devono interagire tra di loro per rendere il tutto più reale e omogeneo. 🙂

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      1. Se vedessi cosa faccio quando preparo i personaggi, mi daresti del pazzo furioso: ho immagini anche di comparse e brevi descrizione di come vestono e perculiarità anche di quanti sono solo passanti, in certi casi! 🤣
        (a far così ci si mette una vita a scrivere un romanzo, in effetti… ma è una cosa bellissima!)

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      2. Sì, è vero, anche io molto spesso tendo a concentrarmi in maniera minuziosa sulle descrizioni delle comparse, anche perché penso che solo in questo modo si può avere una visione (non dico completa perché sarebbe esagerato😉) più ampia di tutte le sfaccettature dell’umanità 🙂

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  2. Molto interessante Gabriella, grazie! 🙂
    Quando scrivo i miei racconti, più che pensare al personaggio in sé, aspetto fisico, eventuale istruzione ed altro ancora, penso al suo passato, a creare i suoi ricordi; ritengo che siano una parte importante del lui, o della lei di turno, che contribuisce a formare la sua personalità.
    Per farti un esempio, in quello che sto finendo di rivedere in questi giorni, ho creato un passato duro alle due protagoniste, e per farlo, naturalmente mi sono documentato vedendo film, leggendo libri ed altro. Poi, per il resto, ho dato libero spazio alla fantasia, cercando sempre di soffermarmi sui loro stati d’animo, e cercando di intersecare le loro emozioni in maniera corretta.
    Buonanotte. 🙂

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      1. Buongiorno Gabriella! 🙂 Beh, di sicuro posso dirti che io sono soddisfatto del passato che ho attribuito ai miei personaggi; adesso vorrei “sfruttare” qualche amico/a come lettore beta, per avere la loro impressione. 😉 Buona giornata. 🙂

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  3. Davvero molto interessante… i personaggi nascono quasi d prepotenza dalla mia “penna” a volte fatico a farli stare in riga ^_^° però, ricordo loro che bisogna essere credibili e coerenti 😛
    Bravissima Gabriella e grazie 😘

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