Scoprire una scrittrice in 6 domande // intervista a Sara Tricoli

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Ciao Sara, benvenuta nel blog! Presentati un po’: cosa fai nella vita?

Ciao, grazie per l’invito, è un onore. Sono sposata da ben 20 anni e ho due figli nati nel 2004 (gemelli omozigoti). Sono un’agente in attività finanziaria, ma nella mia vita ho fatto diversi lavori. Per tanti anni sono stata un’impiegata (organizzavo fiere), poi commessa, cassiera di una grande catena e poi promossa a promoter ma, nonostante il lavoro mi piacesse, gli orari erano incompatibili con i miei due piccini (all’epoca avevano solo due anni) e quindi, sono tornata a fare l’impiegata anche se in ambito diverso. Ho lavorato per una società finanziaria per un paio d’anni e poi per altri quattro ho fatto la traduttrice (dal francese).
Finita quell’esperienza mi sono lasciata convincere da mio marito a iniziare questa nuova attività nel campo dei finanziamenti, questa volta in maniera più diretta e devo ammettere che mi piace molto ^_^

Come mai hai deciso di cominciare a scrivere?

Ho sempre amato inventare storie, fin da piccolina. Mia mamma mi racconta che a volte veniva a controllare con chi stessi giocando in camera o in sala perché sentiva voci diverse, ma in realtà ero sempre io, che inventavo personaggi e avventure. Più grandina ho sempre immaginato storie nella mia mente, ho anche provato a scriverle di quanto in quando, ma la poca autostima mi bloccava sempre. Poi, da grande il lavoro e la vita… insomma, solo qualche hanno fa ho deciso che i tanti racconti iniziati dovevano essere finiti e così è stato. 

A cosa ti sei ispirata per scrivere i tuoi libri?

E chi lo sa… una canzone, un paesaggio, un sogno! Effettivamente le storie mi arrivano quasi sempre nel dormiveglia, prima di dormire o quando mi sveglio – se è presto e non è ancora ora di alzarsi -, nel silenzio della casa ancora addormentata. Il più del lavoro arriva dopo: ampliarle, documentarsi, avere il tempo di scriverle.

Dei tuoi 5 romanzi ho letto “L’amore forse esiste”…in quale personaggio ti rispecchi maggiormente e perchè?

Veramente in quel libro non mi rispecchio in nessuno. Anche se sembra assurdo, perché tutti dicono che c’è un po’ dell’autore in ogni libro che scrive e anch’io ne sono convinta. Però, non è detto che i personaggi debbano rispecchiare una mia caratteristica, magari invece, è più un desiderio.
Per esempio nel libro che citi ci sono due uomini innamorati della stessa donna che si dimostrano garbati uno verso l’altro, addirittura diventano amici. Questo particolare ha fatto storcere il naso ad alcuni, battezzandola un’utopia. Ebbene, che sia, è la mia utopia. Dei veri gentiluomini che sanno rispettarsi e rispettano la donna. Comunque, anche se non hai ricevuto la risposta che volevi, ti svelo che Simon (che non so proprio da dove sia uscito) lo adoro! Mentre, ammiro tantissimo l’audacia di Josephine. Forse un po’ li invidio!

Ho letto nel tuo blog (https://leggimiscrivimi.wordpress.com) le tue riflessioni riguardanti la dislessia. Ci troviamo perfettamente d’accordo su tutti i punti! Come dici tu, la dislessia non è affatto un handicap o una malattia! Vuoi raccontarci la tua esperienza?

Qui ci vuole un riferimento alla domanda precedente. Contrariamente al libro che tu hai già letto, ti assicuro che in “Semplicemente Dislessia – Clara, una ragazza come me” c’è tanto di me! Tutto il disagio di Clara, la protagonista, tutto il suo rancore e rammarico è ciò che più si avvicina a quello che ho provato io! Scoprirmi dislessica è stato molto importante nella mia vita, una vera svolta. Forse è grazie a questo che mi sono messa in gioco, che ho iniziato a credere più in me stessa, nelle mie capacità. L’ho scoperto leggendo un libro “Il dono della dislessia” che spiega le varie difficoltà dei dislessici e mi sono rispecchiata in tantissime cose.
Ho approfondito il tema, leggendo di tutto e di più sull’argomento e poi ho voluto scrivere un libro che parlasse della dislessia dal punto di vista di un’adolescente, ma in una storia scorrevole e piacevole (ricca di amicizie e amori), con un lieto fine, come augurio per tutti!

Come ben sai, anche io sto progettando un romanzo. Che consigli puoi dare a me e a tutti gli altri aspiranti scrittori che leggeranno quest’articolo?

Prima di tutto di non fermarsi, non arrendersi e scrivere… se questo vi rende felici. È importante scrive per un piacere personale, poi, non nego che è bello ricevere consensi. Ogni volta che qualcuno apprezza ciò che scrivo, che mi conferma di essere riuscita a trasmettere emozioni, mi da una carica incredibile. Però, prima che un libro sia pronto ci vuole tanto lavoro. Scriverlo e poi lasciarlo “decantare” per qualche mese, poi riprenderlo e rileggerlo, sistemarlo… farlo “decantare” ancora.
Possibilmente farlo leggere a qualche amico che si presta, che segnali eventuali incongruenze nella trama o se alcune parti non sono chiare. Perché, noi che scriviamo abbiamo tutto molto chiaro in mente e a volte, diamo per scontate alcune cose. L’importante è essere aperti alle critiche se costruttive e fregarsene di chi “uccide” lo scritto con commenti non pertinenti, magari per gelosia. Capita! C’è chi leggerà solo poche pagine e giudicherà scrivendo magari recensioni pessime. Di solito solo 1% di chi legge un libro lo recensisce e di solito la gente scrive se è spinta dal desiderio di far male… È crudele, ma è così! A me è accaduto!
Non arrendersi e fregarsene! Guardare solo verso coloro che ci apprezzano e chi ci da consigli, insomma, dare peso solo alle critiche costruttive e ignorare le cattiverie. Cos’altro? Direi che sul tuo blog, cara Gabriella, ci sono già molti ottimi consigli ❤ 

How to discover a writer with 6 questions // Sara Tricoli

1. Hello Sara, welcome. Introduce yourself: would you like to tell me something about your life?

Hi, thank you for the invitation, I am really glad to be here. I’m married since I was 26 and I have two sons they were born in 2004. I am an accountant but in my life I’ve done different kind of jobs. For several years I have organized trade fairs, then I’ve worked as shop assistant, a check-out clerk and a promoter but, despite I liked that job, working hours didn’t meet my family needs (my sons were very young) so I’ve returned to my previous job (clerk) but in a different field. I’ve also worked for a finance company and then I have been a translator from French.
After that I have been convinced by my husband to start this new finance activity and I have to admit that I like this so much ^-^

2. Why did you decide to start writing?

I have always loved inventing stories, since I was a child; my mother often tells me that she used to come in my bedroom to check who I was playing with because she heard different voices… but I was always on my own! I loved inventing characters and adventures.
When I grew up I always imagined stories in my mind and I have also tried to write them but I didn’t have much self esteem, so I abandoned that project.
Afterwards I started work… and only a few years ago I decided that all my novels had to be finished, and so it was.

3. Where did your inspiration come from?

Honestly… I don’t know! Maybe from a song, from a beautiful panorama or from a dream. My best ideas come always when I’m half-asleep, before going to the bed or when I wake up in the morning -specially if it’s early and everybody sleeps-. The hardest work is going to arrive after: you must develop and write them on.

4. In which characters of “Maybe love exist” do you reflect yourself?

In this book I don’t recognize any similarity among characters and me. It could seem impossible, I know that, because everybody says that there is a bit of its writer in every book he/she write, and I meet this opinion. But who said that characters must reflect my charateristics? Why couldn’t it be a wish?
For example, in the book you mentioned before there are two men in love with the same woman that become friends! This fact makes people wrinkle their nose… they think it’s a utopia! And that’s okay: that’s my utopia. Two gentlemen that love and respect a woman. Anyway, I know you didn’t receive the answer you wanted… but I have to admit that I literally adore Simon and I admire Josephine’s boldness. Maybe I envy them a little!

5. I have read on your blog (https://leggimiscrivimi.wordpress.com  your reflections about dyslexia. I perfectly meet you! As you say this is not a handicap! Would you like to tell me something about your experience?

Differently from the book you’ve read, in “Simply Dyslexia- Clara, a girl like me” there’s a lot of me, specially into Clara’s uneasiness and bitterness… that’s all I felt! When I found out I am dyslexic I understood that it was going to be a turning point in my life. After this event I started to be more confident and believe in myself and in my abilities. I discovered it reading a book “The gift of dyslexia” which explains the various difficulties of dyslexics and where I reflected myself in many things.
I studied in deep this topic and I wrote a book that tell about a dyslexic teenager in a pleasant story (full of friendships and love) with an happy ending.

6. You know I’m writing a book. Which advices can you give me and anyone else who’s reading this article?

First of all, never stop writing, if it makes you happy. Writing is important for a personal pleasure but I don’t deny that I’m always happy when I receive congratulations and consents. Each time someone likes what I write it gives me the impression to be understood) I feel really good. But I have to admit that writing a book  needs of a lot of work. You should write it and let it “decant” for few months, then read it, check it…and let it “decant” again.
Give it to a friend who can read it and express his opinion because for  some writers such us, everything could seem clear, without mistake. The most important thing is to be open to criticism and don’t care about  jealous people and try to belittle your book. There could be someone who just reads a page or two and will write bad reviews… usually only the 1% of the readers publish a review and sometimes these people just wanna hurt! It’s cruel, but it’s this way!

Don’t give up! Listen to people that appreciate your work and give you useful advice and remember that no matter what people say! What else? On your blog, dear Gabriella, there are a lot of useful advice.

15 risposte a "Scoprire una scrittrice in 6 domande // intervista a Sara Tricoli"

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