Vocaboli “bislacchi”: la salvezza di ogni scrittore

Sapete qual è il segreto per scrivere sempre meglio? Conoscere tante parole! Spesso arricchire una storia con vocaboli “strani” e curiosi è il miglior modo per attirare l’attenzione del lettore. Vi è mai capitato di leggere un libro e di trovare alcune parole inconsuete di cui non avevate mai sentito parlare? Sono sicura di sì! E sono anche sicura del fatto che, subito dopo, siete corsi a cercarle sul dizionario o su internet.

Cos’è successo? Semplice, tutto ciò vi ha provocato interesse. Ed è questo il principale scopo di uno scrittore: catturare l’attenzione di chi legge. Penso proprio che questi vocaboli così bislacchi siano la salvezza di noi scrittori: oltre a permetterci di poterci esprimere senza troppi giri di parole, spesso riescono a far funzionare meglio determinate frasi e a renderle più eleganti e piacevoli da leggere.

Ecco i vocaboli più strani che ho incontrato durante la mia vita da lettrice (fino ad ora!).

ABERRARE: allontanarsi dal normale, deviare dalla norma e dal giusto.

TRAVEGGOLE: è una parola che viene utilizzata principalmente nell’espressione avere le traveggole che, in breve, significa prendere un abbaglio, ingannarsi, vedere una cosa per un’altra.

SERENDIPITÀ: questo è forse il termine più bizzarro che io conosca. Vuol dire fare scoperte per puro caso, trovare una cosa mentre se ne sta cercando un’altra, e via dicendo.

ABORRIRE: detestare, odiare, avere in avversione o, anche, fuggire con orrore da qualcosa (aborrire dalla menzogna, ad esempio)

MELENSO: banale, ottuso. Può essere usato anche come aggettivo riferito ad una persona di scarsa intelligenza.

FAVELLARE: parlare o discorrere di qualcosa.

SORDIDO: sporco, turpe, sudicio e ripugnante, avaro.

LAPALISSIANO: che è ovvio, scontato, la cui enunciazione risulta superflua.

TÈDIO: senso di noia profondo e quasi esistenziale; dolorosa e insopportabile stanchezza.

PLEONASTICO: superfluo.

NEGHITTOSO: pigro e indolente.

TRACOTANTE: insolente e presuntuoso.

FORASTICO: quasi selvatico, poco socievole, di carattere rustico.

Quali sono le parole più assurde che avete scovato durante la lettura di qualche libro? Raccontatemelo nei commenti!

6 risposte a "Vocaboli “bislacchi”: la salvezza di ogni scrittore"

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  1. Grazie, interessante! Alcuni termini li conosco, altri un po’ meno; da parte mia, posso dire di avere un file Word sul quale annoto le parole che non conosco, ogni volta che leggo un libro. Buonanotte. 🙂

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