“Ragione e Sentimento”, quando la prosa diventa poesia

Fin dalle prime pagine ho capito che avrei letteralmente adorato questo capolavoro: una prosa quasi poetica, con quell’eleganza e quel tocco d’ironia che ti fa subito appassionare allo stile della scrittrice inglese e che ti lascia con gli occhi incollati alle pagine per ore ed ore.

Era sempre un dispiacere per me abbandonare la lettura: fin da subito mi sono legata ai personaggi che, descritti con un sublime distacco che, tuttavia, riesce a favorire ancor di più l’immedesimazione nei protagonisti, sono i singoli pezzi di un puzzle che la Austen costruisce lentamente, lasciandoci con il desiderio di giungere alla fine di una storia che, seppur non avvincente come lo può essere un thriller, ad esempio, ti intriga da subito.

“Talvolta ci si lascia guidare da ciò che le persone dicono di sé stesse e spesso da ciò che gli altri dicono di loro, senza concedersi il tempo di riflettere e di giudicare.”

Elinor Dashwood

Elinor e Marianne sono due sorelle molto diverse: una è la personificazione della razionalità e della compostezza e l’altra, invece, rappresenta l’istinto, la vivacità e l’imprudenza dettata da un mancato senso della misura in ogni cosa.

Vivono nel Sussex quando, ad un certo punto, si trasferiscono nel Devonshire in un cottage di campagna. Qui le signorine Dashwood (Elinor, Marianne, Margaret -la sorella minore- e la madre) vivranno serenamente e le due sorelle più grandi si troveranno a fronteggiare le delusioni e le gioie dell’amore, dovranno inevitabilmente avere a che fare con una società meschina e terribilmente pettegola dando prova della loro forza e della loro bontà d’animo.

I personaggi sono pochi ma accuratamente descritti in tutta la loro interezza. Abbiamo la descrizione della famiglia Dashwood e del fratello John, sposato con l’insopportabile, subdola Fanny Ferrars, il cui fratello Edward diventerà poi l’oggetto principale delle attenzioni di Elinor che, tuttavia, non è capace di esternare i suoi sentimenti per via del suo temperamento composto e forbito.
Abbiamo, poi, i Middleton, una famiglia composta da sir John, Lady Middleton e i loro adorabili bambini. Lady Middleton può essere paragonata ad una di quelle madri il cui unico scopo di vita è quello di far sapere al mondo quanto sia speciale e unico il proprio bambino, una di quelle donne presuntuose che non hanno la minima cultura e che, però, si comportano come se la loro conoscenza andasse al di là di quella di tutti gli altri.

Poiché non adulavano né lei né i suoi bambini, non poteva ritenerle generose, e poichè amavano la lettura, le considerava satiriche: forse senza sapere esattamente cosa significasse essere satirico, ma quello non aveva importanza, nell’uso comune era una critica e veniva affibbiata facilmente.

Jane Austen

La signora Jennings (madre di Lady Middleton), l’esuberante e pettegola signora Jennings, che subentra nella storia quasi all’inizio, è un personaggio che mi ha subito incuriosita, forse perchè mi ricorda tanto una mia vecchia zia, ma anche perchè ho notato con stupore come la Austen sia capace di descrivere questa personalità forte, da un lato animata dalle più lodevoli intenzioni ma dall’altro incapace di tener la bocca chiusa e di frenare la sua curiosità, con le parole più semplici e scontate, lasciando il lettore sbigottito davanti a tale naturalezza!
Poi c’è Willoughby, ma mi sembra inutile parlarvi di lui, visto che nel romanzo è un personaggio descritto… a sufficienza! Anche perchè penso che parlandovi di lui inevitabilmente vi rovinerei il finale, quindi lo ritengo superfluo.
Il mio personaggio preferito è niente di meno che il colonnello Brandon, un uomo tormentato ma composto e solido come una roccia, innamorato perso della giovane Marianne e incapace di mostrarle apertamente i suoi veri sentimenti. Il colonnello, durante quei pochi attimi in cui permette agli altri di entrare nel suo cuore e comprendere ciò che prova davvero, dimostra una nobiltà d’animo e un’umanità che difficilmente avrei creduto di trovare in uno taciturno e riservato come lui.

Jane Austen, in questo romanzo, ci fornisce l’immagine di una società che già all’epoca era prevenuta e maliziosa riuscendo anche a togliere valore a quei personaggi privi di intelletto o colmi di pregiudizi con piccole e apparentemente innocue enunciazioni che a me, personalmente, hanno fatto sorridere… quando descrive le signorine Steele, ad esempio (due lontane cugine delle Dashwood, evidenziando l’inconsistenza del loro intelletto e l’ipocrisia che entrambe dimostrano in più di un’occasione).

Nonostante la storia non sia così avvincente all’inizio, devo dire che andando avanti si è fatta sempre più interessante… vi basti pensare che negli ultimi giorni non ho più staccato gli occhi dalle pagine!

Per farla breve, questa è una lettura piacevole e non eccessivamente impegnativa che, con lo stile sublime che la caratterizza, riesce, in qualche modo, a farti appassionare alle vicende. La semplicità della narrazione (arricchita da quei vocaboli eleganti e quasi poetici) è una sorta di svago per la mente.

Classificazione: 5 su 5.

Che dire? Se non lo avete ancora fatto, cominciate a leggere i libri di Jane Austen… vi assicuro che non ve ne pentirete.

14 risposte a "“Ragione e Sentimento”, quando la prosa diventa poesia"

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  1. La cara Jane ha un posto speciale nel mio cuore. Ragione e Sentimento è uno dei più famosi, lo adoro, ma amo immensamente in una maniera speciale Emma e Persuasione… oltre agli altri che a scritto, ovviamente. sono tra i rari libri che rileggo (cosa che di solito non faccio quasi mai, perché c’è così tanto da leggere che mi sembra di sprecare il poco tempo)
    Comunque grazie per avermi fatto venire di nuovo la voglia di rileggerli 😉

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      1. Bellissimi 😍un mondo magico 🥰

        Io per gioco mi sono cimentata in uno scritto ambientato nell’Ottocento e credo sia il libro che mi ha richiesto più ricerche per far coincidere i dettagli e per essere il più possibile coerente. Ancora oggi è quello che suscita più interesse e ne sono felice 😊
        Chissà se chi lo legge prova tranquillità e serenità 😅 ne dubito…

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  2. Grazie per la recensione e il consiglio letterario, mi ricordo di aver adorato “Orgoglio e pregiudizio” per l’ironia e il sarcasmo deliziosi considerando l’epoca dell’opera, ora so quale sarà una delle mie prossime letture. Un bacio! 🙂

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  3. Mi hai fatto venire la voglia di rileggere questo libro…
    Nel mio cassetto, lo tengo chiuso da ormai un mese, con il dubbio “lo rileggo – non lo rileggo”.
    Hai ragione, questo è davvero un libro fantastico.

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