“L’amore forse esiste”, un dubbio amletico spiegato da Sara Tricoli

Ho letto “L’amore forse esiste” di Sara Tricoli tutto d’un fiato. Nonostante non sia proprio un’appassionata di storie romantiche, devo dire che questo libro mi è piaciuto davvero tanto, in quanto non affronta il tema dell’amore stucchevole e commerciale tanto sfruttato da alcuni autori moderni, ma vede questo sentimento sotto un’altra luce, da un punto di vista più profondo.

Quindi, devo complimentarmi con l’autrice: il suo libro è stato uno dei pochi romanzi rosa che mi è piaciuto!

I protagonisti della storia sono accomunati dallo stesso amletico dubbio: ma l’amore, quello con la A maiuscola, può esistere?

Sincero e reale, “L’amore forse esiste” è un libricino di circa 160 pagine che racconta la storia di tre persone, Sonia, Simon e Joshefine e delle loro avventure sentimentali.

Sonia è combattuta, si stupisce lei stessa di trovarsi davanti ad un bivio e si ripete sempre la stessa domanda: ma l’amore esiste?

Simon, invece, non si capisce più! Tutto quello che ha sempre ritenuto naturale e normale è stato stravolto. Saprà accettare la realtà e non averne paura?

Joshefine, infine, è intenta a soffocare il suo amore. Già una volta lui si è allontanato e non può rischiare che succeda ancora! Eppure, è una donna coraggiosa e intraprendente, quindi, appena intuisce che c’è la possibilità di ottenere un briciolo di felicità, anche se minima e futile, gioca tutte le sue carte…farà bene o perderà tutto per sempre?

La protagonista, Sonia, è il filo conduttore di tre storie diverse ma straordinariamente simili. È una ragazza modesta, che si ritiene “banale” e priva di qualche tratto caratteristico, che, senza volerlo, cambia la vita degli altri personaggi in maniera radicale.

A parer mio, l’intento dell’autrice è quello di spiegare che l’amore esiste per tutti, bisogna solo capire quale forma esso assuma e, in alcuni casi, in quale corpo si trovi. Magari è una persona che conosciamo da sempre, un nostro amico, o forse qualcuno che non abbiamo mai considerato e che, ad un certo punto, cominciamo a guardare con occhi diversi. Sara Tricoli, inoltre, pone sotto i nostri occhi una verità che spesso ignoriamo o sottovalutiamo: ci si innamora dell’anima e quindi della “sostanza”, non della forma che l’amore assume. La forma è un qualcosa che, prima o poi, è destinato a cambiare. L’anima, invece, è la sola cosa che rimane immutata nel tempo…

LE MIE CONSIDERAZIONI

Ho apprezzato molto questo libro, sia per l’arguta scelta della Tricoli di intrecciare varie storie tra di loro in un modo così naturale e disinvolto facendolo sembrare quasi un caso e sia per i temi trattati. Qui, come ho detto in precedenza, si parla di quell’amore vero che tutti noi, nel profondo, desideriamo e che, magari, temiamo di non riuscire a raggiungere mai.

Il modo scorrevole e conciso di scrivere della Tricoli mi ha subito catturata. Dopo essermi imbattuta un paio di libri molto pesanti avevo voglia di leggere qualcosa di accattivante: “L’amore forse esiste” è arrivato proprio nel momento del bisogno!

Se volete acquistarlo potete farlo cliccando qui.

9 risposte a "“L’amore forse esiste”, un dubbio amletico spiegato da Sara Tricoli"

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  1. Grazie mille Gabriella, anzi un grazie è poco per comunicarti quel che provo nel leggere le tue parole. Non solo perché ti sei dedicata a un genere che non ti è congeniale e lo hai apprezzato, ma soprattutto perché hai compreso perfettamente cosa volevo trasmettere, il vero scopo di raccontare tre storie d’amore nel loro momento più intenso, intrecciando il tutto con un altro sentimento molto importante: l’amicizia!
    Da queste tre “idee” avrei potuto benissimo scrivere tre libri, ma converrai con me che l’effetto non sarebbe stato lo stesso e il risultato per nulla uguale.
    Hai ragione, il libro non è volutamente molto lungo, come non lo è il secondo “Capaci di Amare”, dove racconto una sola storia d’amore, ma in un frangente un po’ più ampio, con racconti di amori perduti… Il bello è che rincontriamo Sonia, Josephine e Sergio. Invece, il terzo di questa collana “Fedeli a se stessi”, mi è un po’ sfuggito di mano, le storie sono tre, ma decisamente più complesse, più articolate, il libro conta 290 pagine. Molti lo ritengono il migliore…
    Io ovviamente amo tutti i miei libri, come è giusto che sia e tu mi comprenderai bene. Jane Austen definiva i suoi libri i suo figli e… anche se ovviamente per i miei figli ho un amore smisuratamente più forte e potente, devo ammettere che i libri sono pezzettini di cuore 😉
    Sono molto felice anche di leggere il tuo apprezzamento per il mio stile, che hai definito “scorrevole e conciso”, per me è un bellissimo complimento ❤
    Grazie ancora con tutto il cuore, mi hai fatto veramente un dono meraviglio che fa brillare di più la mia anima ❤
    Ti abbraccio virtualmente con tanto affetto!
    ps: condivido subito sul mio blog ^_^

    Piace a 2 people

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